“Le opere delle sue mani sono verità e giustizia, stabili sono tutti i suoi comandi, immutabili nei secoli, per sempre, eseguiti con fedeltà e rettitudine”
Lavori in corso in bottega
Come si può raccontare una giornata di sorrisi, incontri e riflessioni dei Cuoribelli? Durante la seconda giornata di route fissa, i rover e le scolte sono stati invitati a partecipare a dei laboratori, soprannominati “botteghe”, nei quali ognuno di loro ha avuto la possibilità di mettersi in gioco con esperienze e realtà, toccando con mano diverse tematiche. Gli argomenti principali sono stati diversi, dalla scoperta delle proprie emozioni, alla sicurezza sulla strada, passando per il rispetto e la cura del territorio. Altrettanto importanti, sono stati i dibattiti riguardo
l’intelligenza artificiale, la comunicazione LIS e l’esperienza della fede.
Nell’esperienza di vita di ogni Rover e Scolta, è fondamentale il confronto con la fede: nella bottega “Sconfìnati” si è parlato del dialogo interiore, dell’importanza di una preghiera sentita e dell’affidamento di sè stessi a Dio. Una canzone di Niccolò Fabi scrive: “Ma tra la partenza e il traguardo c’è tutto il resto.”, e questa apparente distanza nel cuore di un uomo e di una donna della partenza è sostenuta dalla comunione con Dio.
Lo Scout e la Guida amano e rispettano la natura, tuttavia questo è un privilegio che non coinvolge tutti attivamente: nella bottega “Camminare insieme, davvero” si è trattato del tema della diversità mettendo in luce la realtà del difficile contatto dei ragazzi diversamente abili con la natura. Attraverso il mezzo della “joelette” si ha l’opportunità di rendere accessibili i sentieri di montagna per coloro che la vivono come una sfida impossibile, o che hanno perso l’opportunità di assaporarla a pieno. Il laboratorio riflette in pieno uno dei temi cardine della route dei Cuoribelli, la bellezza della diversità e l’accoglienza di quest’ultima.
Sempre inerente alla tematica dell’accoglienza della diversità, il linguaggio dei segni è stato protagonista della bottega “LIS: una comunicazione senza parole”. Scoprire la lingua italiana dei segni non è solo “imparare un altro linguaggio”, ma consente di riflettere sui temi dell’inclusione, della lingua e della comunicazione.
I ribelli delle tavole rotonde
Nel corso del pomeriggio i rover e le scolte hanno avuto la possibilità di partecipare a degli incontri formativi gestiti da alcuni ospiti appartenenti al mondo scout e non. La route regionale mette al centro l’amore e la cura per il proprio territorio, stimolando i giovani a sognare un futuro senza perdere le proprie radici. Ne è un esempio il confronto “Matese.. e siamo a 25”, un incontro che
risponde alla domanda “che cos’è un parco nazionale?”. Si parla dunque di conservazione , custodia, protezione, ricerca, educazione ambientale… ma anche storia, territorio, attività. In una parola: cultura.
Se si è giovani sicuramente ci si è ritrovati ad interrogarsi sul proprio futuro. In molti la parola Molise non è mai venuta fuori. Il motivo? Apparentemente non è possibile trovare lavoro.
Una delle tavole rotonde disponibili al confronto riguarda proprio questa tematica: offre un nuovo punto di vista ai giovani per i giovani per creare e trovare un lavoro. Parlando e sognando di futuro, una delle più grandi paure che attanagliano i ragazzi è non avere un’idea certa di cosa faranno da grandi. Lucio Corsi scriveva: “Buttando nel vento il lavoro di anni, perché nemmeno da vecchi si sa cosa faremo da grandi”. Al giorno d’oggi la società influenza le aspirazioni delle nuove generazioni, appiattendo sogni e desideri di ogni giovane che decide di seguire la logica del profitto e di ciò che è considerato di successo, anche quando questi modelli non li rappresentano in modo veritiero. Essendo Cuoribelli i ragazzi hanno il bisogno di disegnare il proprio futuro oltre i margini, imparando a sognare senza limiti.
Tornare ad Itaca
La veglia R/S è un momento essenziale nella vita di clan, racchiude con semplicità lo spirito dello scoutismo La veglia permette allo spettatore di immedesimarsi nella scena e nell’ambiente, in questa nello specifico metterci nei panni di Ulisse. Tutti abbiamo bisogno della nostra Itaca, qualcuno o qualcosa che ci faccia sentire a casa, ma ancora di più è necessario sapere chi si è. Lo scopo della veglia è quello di ritrovare sè stessi attraverso il confronto con gli altri, ma anche quello di riprendere in mano il proprio cammino. Il viaggio dell’errante Ulisse, la sua Odissea segnata dagli orrori, dalle guerre e dalla perdita dei propri compagni, è un invito a prendere il timone della propria vita, a viverla con responsabilità e coraggio, tenendo in considerazione l’importanza dello scorrere del tempo vivendolo intensamente.
Essere Ribelli è proprio questo, far cadere la maschera che ci è stata “imposta” dagli altri, per arrivare e ritornare sempre alla propria Itaca. Diventate dei Cuoribelli con l’audacia di guidare il vostro timone!
”Siamo quelli che guardano una precisa stella in mezzo a milioni
Quelli che di notte luci spente e finestre chiuse
Non se ne vanno da sotto i portoni
Quelli che chissà quante volte
Ci avete preso per dei coglioni
Ma quando siete stanchi e senza neanche una voglia
Siamo noi quei pazzi che venite a cercare
Quei pazzi che venite a cercare”
A cura della pattuglia RS Reporter Team
Foto: Daniele Palmiero
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