“Ciò che abbiamo udito e conosciuto
e i nostri padri ci hanno raccontato
non lo terremo nascosto ai loro figli;
diremo alla generazione futura
le lodi del Signore, la sua potenza
e le meraviglie che egli ha compiuto.”
La tavola rotonda dei…Sogni
Con le lodi mattutine i Cuoribelli iniziano una nuova giornata al campo fisso di Campitello, fatta di promesse negli occhi brillanti e speranzosi di rover e scolte, e di confronti unici che lasciano il segno. Nel corso della mattinata sono state svolte alcune botteghe incentrate su temi di attualità e di denuncia che i fondamenti dello scoutismo intendono evidenziare, in particolare sulla dicotomia tra inclusione ed integrazione. Il dibattito sull’inclusione è decisamente sfaccettato, e può essere trattato sotto molti punti di vista; nella bottega “The Game” sono state approfondite le dinamiche di violenza e aiuto che avvengono ai confini europei. Le storie di viaggio dei migranti attraverso la rotta balcanica, in un momento storico in cui il caos regna sovrano e la distruzione sembra non voler lasciar spazio ad una solida pace, rover e scolte sono chiamati a non restare indifferenti davanti a tale devastazione. La società è basata su un modello individualista che non tutela i diritti umani collettivi. La canzone “Strade di coraggio” dice: “La felicità non è un semplice traguardo, ma la direzione del nostro sguardo”, con l’invito di lasciare un segno per poter cambiare rotta del pregiudizio e mentalità per compiere un’azione concreta.
L’ultima bottega della giornata ha offerto l’opportunità di buttarsi nella scena senza troppi pensieri. Non si tratta di teatro, ma di un’esperienza estrema. Partendo dal presupposto che per essere dei buoni improvvisatori bisogna solo avere prontezza, flessibilità e propensione al rischio, il laboratorio “Improvvisare… per cadere in piedi come i gatti” ha reso possibile conoscere alcuni dei linguaggi teatrali mettendo in evidenza che il mondo delle arti può diventare un mestiere a tutti gli effetti… è un sogno che si può realizzare solo se ci si crede.
La piazza dei capitoli
“Ricorda che solo chi sogna può volare”… ma affinché ciò possa avvenire è necessaria la presenza di piloti esperti di mongolfiere, gli aerostieri, in grado di guidare e rendere concrete le ambizioni di una comunità. In un anno ricco di emozioni, 18 ragazzi e ragazze hanno deciso di essere responsabili di un grande sogno, che li ha poi condotti verso la Route Regionale. Tre sono stati i Capitoli ( argomenti concreti che ogni Clan ha avuto il compito di sviluppare): Custodi del Creato, Sui passi della Libertà e Diritti alla pace. Secondo il capo scout d’Italia Fabrizio Marano la vita si conforma con la libertà a quella degli altri perché la propria casa è il mondo. L’amore nei confronti del prossimo offrono al Rover e alla Scolta un’opportunità di servizio che cambia la vita. L’incontro con Fabrizio Marano si conclude con un riferimento a Baden Powell: “Noi possiamo creare un’umanità nuova fondata sulla fraternità internazionale”.
La piazza della piramide di Campitello ha accolto la gremita comunità scout, che si è trovata in comunione con le persone del posto, rimaste affascinate dalle loro attività. L’esperienza di chiusura di un percorso durato più di un anno è stato un momento magico, manifestato dalla voglia dei ragazzi di clan diversi di conoscere e imbattersi in quelle che sono state le problematiche riscontrate su un territorio diverso dal proprio e con esigenze diverse, ma che fanno tutti capo a quella che è la regione Molise.
Gli aerostieri hanno guidato l’intero magnifico viaggio, testimoniato permanentemente attraverso i “passaporti” che permetteranno così ad ogni ragazzo di conservare questa giornata non solo nel proprio cuore, ma anche nella propria mente. La piazza dei capitoli ha così rappresentato un miscuglio di Indagini concrete su proposte sociali e territoriali per poter sempre migliorare.
L’ultima sera di ribellione
E con un ultimo concerto,si conclude così la terza ed ultima serata della route Cuoribelli. Ancora una volta, il tema salito sul palco è di estrema importanza sociale. Si parla di accoglienza della diversità e della Bellezza di quest’ ultima per creare delle realtà ribelli, capaci di lasciare dei sogni concreti nelle vite delle persone. I ribelli protagonisti della serata hanno fondato una band musicale, chiamata “gli amici di Damiano ”: si tratta di un gruppo nato all’ interno dei centri socio- educativi del Comune di Campobasso. Questo gruppo, composto da ragazzi e ragazze con disabilità e dai loro educatori, utilizza la musica come strumento di inclusione e comunicazione. Il nome è un omaggio a Damiano Paolantonio, chitarrista e figura chiave del laboratorio musicale dei centri. Infatti, l’idea nasce proprio da lui; durante la pandemia, per dare continuità al percorso, di sicurezza e di fiducia dei ragazzi, interrotto dall’isolamento. La musica diventa uno strumento di pace e gioia, capace di ristabilire un legame con il pubblico e con la società. La realtà de ” Gli amici di Damiano” sono un esempio di accoglienza e di integrazione con l’ altro, riconoscendone dignità e diritti. Non si tratta solo di un atto di ospitalità, ma anche un impegno a favorire l’integrazione e l’inclusione, evitando pregiudizi e stereotipi.
A cura della pattuglia RS Reporter Team
Foto: Anna Claudia Di Domenico
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